Il perpetuarsi nel tempo di errori posturali, come lo stare eccessivamente seduti (posizione tipica di chi lavora a una scrivania) può portare a una modificazione corporea anche strutturale.

È quanto ad esempio accade nell’artrosi delle faccette articolari delle vertebre e quanto riportato come causa della lombalgia dal Ministero della Salute sul sito istituzionale. Tali modificazioni, però,  prima di instaurarsi avvisano il sistema centrale attraverso il dolore. Elemento sintomatologico principale dei quadri di lombalgia acuta.

Ma non tutti abbiamo artrosi delle facce articolari vertebrali quando abbiamo mal di schiena. E aggiungerei per fortuna! La lombalgia di un ventenne è sicuramente differente da chi a 50 o 60 anni è soggetto alla stessa diagnosi clinica.

In effetti, la lombalgia comune appare sempre a causa di un utilizzo non corretto della muscolatura della schiena. Questo errore può essere determinato dall’eccessivo utilizzo (come ad esempio per chi opera in edilizia), o anche per lo scarso utilizzo (pensate a quanti studenti pur non alzando sacche di cemento soffrono comunque di lombalgia).

Comune a tutti i casi è la comparsa del dolore lombare.  Tale dolore costringe sovente all’immobilità.  Tale condizione di scarso movimento abbassa il metabolismo cellulare rendendo quindi difficoltoso e più lungo il processo di autoriparazione  delle stesse.  Questo handicap cellulare “parafisiologico” rende il circolo extracellulare alcalino per via della reazione infiammatoria e, lo scarso circolo linfatico determinato dall’ipobilità, contribuisce ulteriormente ad aumentare la concentrazione chetonica determinando una vera e propria intossicazione extramembrana, causa di ulteriore dolore. Ecco perché mal di schiena dopo mal di schiena arriviamo ad avere modificazioni anche strutturali del nostro apparato osseo. La prevenzione, quindi, è l’unica via di uscita da questa spirale di dolore che affligge l’80% della popolazione italiana con età compresa tra 40 e 50 anni. Prevenire è meglio che curare, ma chi in questo momento soffre di Lombalgia acuta, cosa può fare?

Rispondiamo a questa domanda consigliando sicuramente una visita medica specialistica, ma in aggiunta la possibilità di eseguire un auto trattamento con un sistema di agopressione.

L’agopressione nasce a opera del russo Ivan Kuznetzov, insegnante di musica affetto da sindromi muscolari caratterizzate da rigidità, esegue periodicamente sedute di agopuntura raggiungendo ottimi risultati. Non guadagnando abbastanza, però, cerca di realizzarsi un tappeto di agopressione per l’autotrattamento. Tale «Iplikator» viene pensato seguendo i dettami della Medicina Tradizionale Cinese riguardo all’agopuntura. Seppur realizzato grossolanamente e in modo artigianale, il Russo ne brevetta nome e disegno poiché dopo l’utilizzo è convinto di avere risultati anche migliori rispetto all’agopuntura. Nel 1981 il Governo Russo ne approva pubblicamente l’utilizzo e la commercializzazione.

Successivamente dal 1991 al 2014 sono stati eseguiti molti altri studi e tutti sono concordi nell’affermare che l’agopressione ha degli ottimi risultati nel trattamento del dolore lombare.

Attualmente esistono tre differenti prodotti ufficiai commercializzati nel mondo. In Russia viene venduto Iplikator, negli USA il mat  Panacea e in Europa abbiamo il prodotto svedese MYSA.

Finiamo con i consigli per l’utilizzo. Semplicissimo… quando si ha un “colpo della strega” (cosi viene spesso denominata la lombalgia) basta distendersi  sul tappetino per agopressione per circa 20/25 minuti e ripetere l’operazione per un paio di volte al giorno per circa 3/5 giorni. Il posizionamento base prevede che il contatto tra la superficie del tappeto per agopressione e la cute sia diretto e che gli arti inferiori non siano completamente distesi a terra, ma siano adagiati su un paio di cuscini. Infine ci si può distendere sul tappetino per agopressione sia a terra che più comodamente su di un letto, l’effetto è sovrapponibile.

Personalmente conosco il prodotto europeo e, in accordo con il produttore, ho realizzato un piano di formazione all’utilizzo professionale e non del tappetino per agopressione. Le informazioni riportate in questo articolo sono state estratte dalla presentazione che verrò esposta a Roma il 21 e 22 Aprile 2016 da chi scrive, al 60° Congresso Nazionale della SIGM (Società Italiana di Ginnastica Medica Fisica, Scienze Motorie e Riabilitative).

Paolo Scannavini

Dr. in Fisioterapia e Scienze Motorie

Consigliere Nazionale SIGM

Responsabile Fisioterapia Coop MRB

http://www.responsabilecivile.it/nuovi-orizzonti-per-il-trattamento-della-lombalgia-acuta/